Voci
Si svegliò di soprassalto, qualcuno l’aveva chiamato, accese la luce, si guardò attorno, l’unica persona nella stanza era lui, del resto viveva solo. Comunque non fu turbato dall’aver sentito scandire il suo nome in quanto un’accozzaglia di suoni rimbombava nella sua testa, non ne fu sorpreso visto la sbronza colossale della sera prima. Del resto, – pensò – quando si esce con degli amici che non si vedono da secoli e si ricordano i vecchi tempi, ci si lascia un po’ andare. Fu scioccato da questa sua considerazione, non poteva aver rivisto i suoi amici in quanto non aveva mai avuto amici, inoltre era astemio.
Spense la luce, reclinò la testa sul cuscino pensando che fosse stato tutto un sogno ma di nuovo sentì una voce che sussurrando lo chiamava:
Egon, Egon…
E questa volta non stava dormendo, si alzò di scatto accendendo contemporaneamente la luce, stavolta urlando domandò chi ci fosse con lui, però non sentì il suono della sua voce, dopo averci pensato su non se ne meravigliò, del resto erano passati molti anni da quando divenne completamente sordo. Ma la voce incessantemente continuava:
Egon, Egon…
Era sconvolto, angosciato, tremava dalla paura, aveva gli occhi sbarrati, gocce di sudore imperlavano la sua fronte mentre il cuore batteva sempre più forte, si chiedeva chi lo chiamasse e come poteva sentirlo, poi realizzò che poteva essere solamente Sorella Morte, la sua ora era giunta. D’un tratto si calmò, il battito tornò normale, le gocce di sudore non imperlavano più la sua fronte, con calma spense la luce, appoggiò la testa sul cuscino, era pronto al gelido abbraccio. Le ore passavano ma non succedeva niente, poi capì che anche la Morte poteva sbagliarsi, infatti lui non si chiamava Egon.
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