Parole in rete

Il piazzista informatico

Quei due o tre lettori di questo blog, sito, spazio web, contenitore di deliri, forse ricorderanno la mia avversione per i presunti esperti informatici, purtroppo esiste anche di peggio: il piazzista informatico. Premetto che non sto parlando dei commerciali e/o dei venditori, ma di una figura ibrida, presuntuosa e fastidiosa, un essere che riunisce il peggio di varie figure semiprofessionali, è il classico uomo che ha fatto carriera grazie al fatto che sa leccare e ungere bene, è un semidilettante pseudo programmatore che però conosce quello vero, il programmatore bravo, perché lui ha sì contribuito a realizzare il prodotto, ma da furbetto qual è, soprattutto lo piazza, perché lui ora ha fatto carriera e non si sporca più le mani programmando.

Venditore

E’ stato anche divertente assistere alla demo che spiegava che la nuova versione avrà tra le varie migliorie anche il fatto che cambierà il colore dello sfondo del programma :up: , ma è stato triste vedere magnificate le doti di quello che poi alla fin fine si è rivelato solo un database Access con una gradevole interfaccia grafica e un banale sistema di protezione hardware. Io non ne capisco niente, ma senza offesa per nessuno, non si può dire che saper realizzare un database Access sia programmare ad alto livello.

Sarebbe stato divertente se il programma avesse funzionato bene, ma dopo averlo installato usando, ovviamente, i diritti amministrativi, ho candidamente chiesto se bisogna prendere particolari accorgimenti per far usare il programma ad un utente senza diritti amministrativi. Con una faccia tosta che però faceva trapelare evidenti segni di imbarazzo, mi è stato risposto che non ci sarebbero stati problemi, ma poiché ormai non mi fido di nessuno, ho fatto fare una verifica, e come sospettavo, il programma non funzionava. Il piazzista ha allora ammesso che il suo bellissimo programma funzionava solo con i diritti amministrativi, che era un po’ vecchiotto (ma ha ricordato che nella nuova versione cambierà il colore dello sfondo), che lui era lì solo per fare un favore e che, udite, udite:

Basta far sì che l’utente sia solo amministratore della macchina, attenzione, non del dominio e quindi di tutta la rete, ma solo della macchina.

Alla visione della mia faccia a dir poco perplessa, il piazzista ribadiva il concetto appena espresso e alla mia affermazione che questo violava le più elementari norme di gestione di una rete informatica, mi faceva capire quanto fossi ingenuo e mi racconta come in reti di enti molto grossi abbia fatto inserire tutti gli utenti come amministratori locali. Tralasciando di fare i miei complimenti ai presunti sistemisti che hanno permesso una cosa simile, gli ho semplicemente detto che secondo me sarebbe stato meglio trovare un altro metodo. Ma ovviamente ero io dalla parte del torto anche per il fatto che nonostante abbia tentato, nel pochissimo tempo che avevo a disposizione, di usare certi banali trucchetti come dare i diritti in scrittura sulla cartella del programma e cose simili, non riuscivo a far funzionare lo splendido prodotto - evidentemente progettato per sistemi Windows 9.x - su un pc con Windows XP Professional SP2.

Perchè dopo anni che esistono i profili utente e i livelli di protezione preoccuparsi di tali banalità? Lasciamo tutti amministratori, facciamo installare e scaricare tutto, lasciamo che sorga il caos più completo e forse, come dal caos è nato l’universo, così nel caos scompariranno le figure oneste e professionali per lasciare il posto solo ai dilettanti furbetti.


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Categorie società


11/10/2006
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