Parole in rete

Notte

Notte, periferia di una metropoli, hai preso l’autobus sbagliato oppure sei sceso alla fermata sbagliata, di fatto non sai dove sei. Vorresti chiamare qualcuno, ma il telefonino non funziona, maledici te stesso per il fatto di non averne comprato uno nuovo quando quello che stai cercando di usare ha dato i primi segni di cedimento. Cammini alla ricerca di qualcuno o di qualcosa, è buio, non pensavi che l’illuminazione in periferia fosse così scarsa, ad un certo punto trovi un ipermercato, ma ovviamente è chiuso, vedi una luce, intravedi delle sagome, ti accorgi troppo tardi che una prostituta sta intrattenendo un suo cliente su un lercio materasso, ti vedono, ridono e continuano il loro amplesso. Scappi non sapendo neppure perchè corri così affannosamente, forse lo fai perchè credi di aver visto un gruppo di persone, ti avvicini, non sembrano brave persone, ti allontani prima che ti vedano.
Cammini, o meglio vaghi senza meta anche se vorresti averne una, ma ad un certo punto realizzi che non sai neppure dove volevi andare, dove vorresti essere, non sai neppure chi sei, poi pensi e ricordi che eri ad una festa, baciavi una ragazza, bevevi qualcosa di forte, ma non eri ubriaco o forse ti ubriacava il desiderio di possedere la ragazza, che ad un certo punto versa qualcosa nel tuo bicchiere e poi… il nulla!!!

Ora sei teso, spaventato, frughi nelle tasche ma non trovi il portafogli, forse lo hai perso oppure te lo hanno rubato, ma allora perchè non rubarti anche il cellulare? Realizzi che non aveva senso rubarti un telefonino guasto, ma forse non aveva neanche senso rubarti il portafogli. Sudi, non ricordi chi sei, ma se ti hanno drogato prima o poi passerà e quindi tutto tornerà come prima. Decidi di attendere, ti distendi per terra, ti addormenti e sogni la bella ragazza dagli occhi chiari e dai morbidi capelli, ricordi i baci e le carezze, la sua pelle morbida e il suo dolce profumo, stai bene, ma poi ti svegli. Non ricordi, allora torni indietro fino alla fermata, aspetti che l’autobus arrivi, ma passano le ore, e tu non hai neanche un orologio…

Piove, la strada diventa fango, forse sei nel posto sbagliato, forse non c’è nessuna fermata dell’autobus, forse non eri ad una festa, forse non c’era una ragazza, forse non ti hanno drogato, forse non ti hanno derubato, forse sei pazzo.
Quando non hai quasi più speranze, la pioggia ti schiarisce le idee, incominci a ricordare, sai perchè sei lì, un sorriso illumina il tuo volto, poi ricordi la ragazza, i baci, le carezze, la sua pelle morbida e il suo dolce profumo, corri felice verso l’autobus che sta arrivando, scivoli, batti la testa e il trauma ti fa perdere definitivamente la memoria.

E’ notte, non sai chi sei…

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27/01/2007
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