Non bisogna dare potere ai piccoli uomini
Ora che al governo non ci sono più i servi dei grandi, forse finalmente la nostra “missione di pace” in Iraq finirà e probabilmente presto i nostri soldati (volontari) torneranno a casa. E mentre con stupore mi trovo d’accordo con Bossi che approva il ritiro, ovviamente non posso essere d’accordo con Silvio che parla di fuga ingloriosa, peccato che lui non sia in prima linea a rischiare il suo lifting, a parlare sono bravi tutti! Però non si può negare che generalmente Berlusconi abbia le palle, è ovvio che lui parla così non per reali convinzioni, ma come sempre, fa il suo interesse. La cosa non mi piace, ma poiché non è più al governo, per ora non mi arrabbio più di tanto, il problema è che a vari livelli la stessa cosa la fanno anche omuncoli senza palle che hanno un posto di comando solo per “grazia divina”. Anche loro si comportano da leader, ma meglio sarebbe dire da capo di quel branco di nullità di cui fanno parte. E’ facile parlare quando non si è in prima linea, è facile fare il grande con i piccoli e il piccolo con i grandi, è facile prendersi gli onori ma non gli oneri, negando l’evidenza quando ci sono problemi, non prendendosi le proprie responsabilità e cercando il capro espiatorio nell’anello più debole della catena (ogni riferimento allo scandalo del calcio che coinvolge anche il Milan è “puramente casuale”). E’ facile fare gruppo quando tutto va bene e scaricare gli altri quando le cose vanno male, il capitano deve affondare con la sua nave, possibilmente salvando i suoi uomini e non il contrario.
Non so se la storia abbia narrato correttamente le gesta dei grandi condottieri, di certo al giorno d’oggi vedo solo molto fumo e niente arrosto.
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I servi dei grandi?
Stendiamo un velo pietoso sull’imbarazzante pagliacciata che questo governo sta offrendo al mondo con il suo ritiro che forse sarebbe meglio definire fuga di militari che stanno difendendo la pace e la democrazia.
Potrei anche parlare di Berlusconi editore assolutamente liberale (basti vedere le redazioni dei suoi telegiornali, infarcite di persone con il cuore a sinistra, così come le redazioni di molte sue riviste!
.Siamo in Iraq anche per la pace, sicuramente lo siamo per far piacere a Giorgino (e al suo paparino), che difende la pace e la democrazia solo nei paesi che possiedono il petrolio, poi il fatto che lui sia un petroliere è sicuramente una coincidenza.
Io preferisco una fuga e un’imbarazzante pagliacciata piuttosto che vedere altro sangue versato.
Per quanto riguarda i giornalisti che tu citi, non sono altro che i giullari del re che fanno credere al popolino che sua maestà è umano.
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