Parole in rete

Natale, la festa dell’ipocrisia

Natale Anche quest’anno, forse contagiato dalla festa dell’ipocrisia, ho fatto il bravo, come molti mi sono lasciato trasportare dallo spirito natalizio, e quindi mi sentivo più buono, anche se qui sono stato un po’ birbantello.

Pochi forse ricordano il significato religioso e soprattutto spirituale del Natale, molti di questi però sono andati come ogni anno a messa e come ogni anno quest’unica volta che sono entrati in chiesa, hanno dato una grande prova di fervore religioso. Anche quest’anno si è stati più buoni con chi nei giorni normali si è meno buoni, quindi opere di bene per il povero barbone, per lo sporco negro, per il disoccupato rifiuto della società, che sono diventati nostri fratelli, arrivando persino a stringergli la mano scambiandoci un segno di pace. Basta che non diventi un’abitudine perché Natale 2006 è ancora lontano.

La televisione, la fonte della verità, ci dice come comportarci e disinteressatamente ci consiglia cosa comprare, ecco quindi che mettendo da parte i sentimenti di carità che onestamente dopo un po’ rompono le palle, bisogna correre in città a comprare i regali, ovviamente cercando quelli più costosi anche se inutili, altrimenti poi i parenti e i conoscenti malignano sulla nostra disponibilità finanziaria.

Si telefona e si mandano SMS perché anche le grandi compagnie telefoniche ci invitano, tramite mamma televisione, ad essere più buoni, si mandano e-mail anche a chi non si vede mai. Alcuni ingrati si arrabbiano perché siamo lenti a rispondere o perché abbiamo spedito gli auguri solo all’ultimo momento.

Uno dei simboli natalizi per eccellenza è Babbo Natale che dal 1931, grazie alla Coca-Cola, viene raffigurato come un simpatico vecchietto panciuto vestito dei colori della ditta, il rosso e il bianco, quindi per la raffigurazione ufficiale di Babbo Natale bisogna ringraziare questa multinazionale notoriamente dedita unicamente alla carità cristiana. Dopo anni sono ritornato a consumare la dolce bevanda, forse farei meglio a ritornare alla birra.

Come dimenticare il classico Albero, in particolare quelli che con proclami pubblicati sui quotidiani cittadini, sono stati sradicati dai monti e portati sulla pubblica piazza per essere circondati dallo smog. Ma tanto, albero più, albero meno…

Ci sarebbe anche il Presepe, ma tra tante statuine raffiguranti personaggi televisivi ho dimenticato cosa dovrebbe rappresentare.

Alcuni non capiscono le Feste e sono stati presi da quella tristezza che si manifesta quando gli viene imposto di essere felici, magari aiutandosi con qualche bicchierino per riuscire a parlare con gli odiati parenti che sono a tavola con loro e che a stento si riconoscono perché si vedono solo una volta all’anno. Alcuni pensando a quanto hanno speso e sapendo che a Gennaio si tirerà la cinghia, cercano di mangiare a più non posso quello che è stato comprato a prezzi altissimi, altri invece, come i commercianti, sono più contenti.

Concludo con un grazie di cuore a chi, anche se ha pochi mezzi, anche se ha la salute cagionevole, ogni giorno, senza aspettare un’occasione speciale, aiuta il prossimo senza farlo sapere in giro e senza volere niente in cambio.


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Categorie società


26/12/2005
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4 Commenti »

  1. Commento di J. il 26 dicembre 2006 alle 0:23

    Sono totalmente d’accordo!

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  2. Commento di Sakurambo il 20 dicembre 2007 alle 22:20

    Per quel che mi riguarda sono anni che non “sento” più il Natale, se potessi salterei a piedipari dal 23 dicembre al 6 gennaio, così mi risparmierei pure il capodanno, altra occasione che proprio detesto. Tra l’altro qualche sera fa ho visto un film stupido ma che rende il mio stato d’animo: “Fuga dal Natale”. Emblematico no? Però mi rendo conto di essere un tantino troppo disincantato e sinceramente mi piacerebbe “sentire” questa festa, ma nel suo vero senso cristiano, mi piacerebbe avere qualcosa in cui credere e cui attaccarmi. Per tutto il resto concordo pienamente

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  3. Commento di piero il 26 dicembre 2009 alle 0:55

    Il Natale! Saga dell’ipocrisia e della falsita’: tutti bravi, tutti buoni, non “vedo l’ora” che tutto questo periodo passi velocemente! Per chi ci crede, il Natale andrebbe festeggiato nell’unico luogo che gli si addice: in chiesa, nell’intimo dei propri sentimenti, e del proprio convincimento, se c’è!
    Troppo bello e comodo il fariseismo che dura il battito di un ciglio: subito dopo si continuerà a convivere con i propri demoni. Cinismo? No, cruda e oggettiva realtà delle umane bugie. Da domani si ritorna ad essere i diavoli di sempre.
    E allora niente auguri e bla, bla, bla. Non fanno altro che rendere surreale questa recita tragicomica, questo falso istituzionalizzato, alibi indecoroso e vergognoso, paradigma della pochezza dell’essere umano.

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  4. Commento di Enzo il 26 dicembre 2009 alle 1:05 Gravatar

    Ovviamente sono d’accordo. Anche quest’anno ho riscontrato molte falsità, ricambio e faccio gli auguri solo per educazione, ma non mi interessa che le persone siano buone solo per qualche giorno.
    Come giustamente dici è una festa religiosa e tale dovrebbe restare.

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