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Il Vangelo secondo Giuda

Il Vangelo di Giuda Questo, forse, cambia tutto.

Articolo tratto da Repubblica.it

QUI si narra il segreto della rivelazione che Gesù fece parlando con Giuda Iscariota…

Così inizia la prima pagina di un fragile manoscritto in papiro che rilegge in modo radicalmente diverso la vicenda del Traditore più odiato della storia e lo trasforma nel più fedele discepolo di Cristo; un documento straordinario che oltre a fornire inedite informazioni su Giuda Iscariota lo riabilita presentandolo come colui che consegna Gesù alle autorità su richiesta dello stesso Cristo: Il Vangelo di Giuda.

Al termine di un lunghissimo lavoro durato cinque anni una équipe di esperti linguisti, papirologi e studiosi di storia della religione è riuscita a decifrare il testo e a verificarne l’autenticità e il significato religioso. Il risultato, uno dei più eccezionali documenti dell’archeologia giudaico-cristiana, è stato svelato ieri a Washington nella sede della National Geographic Society. In Italia sarà pubblicato in esclusiva dal National Geographic Italia di maggio e con la rivista si potrà anche acquistare il libro Il Vangelo perduto di Giuda Iscariota.

Scritto su papiro e legato da un laccio di pelle il codice è stato redatto in copto - la lingua in uso allora in Egitto - intorno al 300 dopo Cristo; ritrovato negli anni Settanta nel deserto presso El Minya, in Egitto finì nelle mani di mercanti di antichità, lasciò l’Egitto per giungere prima in Europa e poi negli Stati Uniti dove rimase in una cassetta di sicurezza a Long Island, New York, per 16 anni prima di venire acquistato dall’antiquaria di Zurigo Frieda Nussberger-Tchacos nel 2000.

Un testo destinato a fare discutere storici, religiosi e filosofi, un testo che fa giustizia anche dell’odioso e brutale antisemitismo che per secoli si è nutrito della vicenda-leggenda di Giuda il Traditore. Già nel titolo (Il racconto segreto della rivelazione fatta da Gesù a Giuda Iscariota nel corso di una settimana, tre giorni prima la celebrazione della Pasqua) riecheggiano temi cari alla tradizione gnostica e che ebbero una grande diffusione agli albori del cristianesimo; vicende che contraddicono la storia più tradizionale, quella che ci verrà tramandata dai Vangeli ufficiali (di Luca, Marco, Matteo e Giovanni) e che verrà codificata dai dogmi della Chiesa cattolica nei secoli successivi.

Nel documento - in cui non si fa alcun cenno alla crocifissione nè alla resurrezione - fin dalla prima scena Gesù ride dei suoi discepoli che pregano il loro Dio, il dio minore del Vecchio Testamento che ha creato il mondo. Li esorta a guardarlo e a comprendere cosa egli sia davvero, ma questi non lo fanno e non capiscono. Il passaggio fondamentale arriva quando Gesù dice a Giuda:

… tu supererai tutti loro. Perché tu farai sì che venga sacrificato l’uomo entro cui io sono.

Aiutando Gesù a liberarsi del suo corpo terreno, Giuda lo aiuterà a liberare la sua entità spirituale, la sua essenza divina.

Uno status, quello di Giuda, che viene più volte descritto come speciale:

Allontanati dagli altri, a te rivelerò i misteri del Regno. Un Regno che raggiungerai, ma con molta sofferenza. Ti ho detto tutto. Apri gli occhi, guarda la nube e la luce che da essa emana e le stelle che la circondano. La stella che indica la via è la tua stella.

E Giuda

aprì gli occhi, vide la nube luminosa e vi entrò.

Giuda Iscariota non solo non è il Traditore ma è - stando al codice copto - il mezzo attraverso cui Gesù di Nazareth raggiunge il suo scopo, dunque il discepolo decisivo, il più importante. Nel testo si prevede l’ira degli altri discepoli contro il traditore, infatti Giuda ha una visione:

vidi me stesso mentre i 12 discepoli mi prendevano a sassate e mi perseguitavano

ma anche il fatto che sarà comunque superiore a loro:

Sarai maledetto per generazioni, ma regnerai su di loro

gli dice Gesù.

Al papiro manca la parte finale e il testo si interrompe all’improvviso:

Essi (coloro che erano venuti ad arrestarlo) avvicinarono Giuda e gli dissero, - Cosa fai qui? Sei un discepolo di Gesù? Giuda diede loro la risposta che volevano, ricevette da loro del denaro e glielo consegnò.

Le 66 pagine del manoscritto non contengono solo il Vangelo di Giuda ma anche un testo intitolato Giacomo (noto anche come la Prima Apocalisse di Giacomo), una lettera di Pietro a Filippo e un frammento di un quarto testo che gli studiosi hanno deciso di chiamare provvisoriamente Allogeni (Book of Allogenes).


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7/04/2006
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6 Commenti »

  1. Commento di Gaetano Barbella il 21 aprile 2006 alle 14:40 Gravatar

    :shock: IL VANGELO DI GIUDA
    Di Vangeli, oltre i quattro canonici riconosciuti dalla Chiesa Romana, ve ne sono altri e fra questi ora assurge alla ribalta mediatica il Vangelo di Giuda che si conosceva da tempo. Come cogliere l’evento che solo ora sembra porsi in modo incisivo? Per un «segno dei tempi»? Poiché in qualche modo influirà su molti modellandone il pensiero. In sintesi ciò che viene riportato dai media su questo tema è che «Fu il Cristo a chiedere a Giuda di consegnarlo alle autorità romane»: dunque può essere che in questa frase risieda il «segno del nostro tempo». Il resto fa da contorno e poco o nulla conta. Ma questa supposizione non regge se il prezzo è la compromissione di due millenni di Cristianesimo, salvo a riscontrare un certo compromesso atto a perfezionarlo semmai.
    Per stare in linea con la tradizione cristiana si può interpretare la cosa con un velato intento manovrato dal destino, sia per Gesù Cristo, «figlio dell’uomo e figlio di Dio», sia per Giuda Iscariota di cui si dice che era preso dal potere, in modo che per vie “inverse”, ma concordanti, si adempisse il «segno» in questione. Per dire che entrambi - Cristo e Giuda - si conformarono secondo le rispettive “inclinazioni”. Di qui il il “vero” dalle due facce opposte - diciamo - in “buona fede”. Più chiaramente riesco a immaginare che le argomentate “inclinazioni” dovevano fare i conti con i relativi processi mentali a livello intuitivo. Dunque il tradimento di Giuda potrebbe essere visto secondo il relativismo del suo tempo. Venendo al fatto saliente in stretta relazione all’epoca attuale, l’atto deicida di Giuda può essere descritto come quella di un genere di “apostolo”, stracolmo di zelo a modo suo specifico, che “stacca la spina” della “macchina” uomo in cui viene detto (per bocca di Giuda) che “alloggia” il Cristo, altrimenti non si adempie il progetto di redenzione umana. Insomma la venuta del Cristo, a ragione del suo alto mandato non si può vedere senza ammettere delle “quinte” di un processo iniziatico in cui era previsto anche l’atto tragico finale, quello della morte iniziatica, appunto. Perciò il tradimento di Giuda va visto come l’episodio sacrale più importante, a dispetto delle apparenze spregevoli. La conclusione, con l’avvento dell’entrata di Cristo trionfante a Gerusalemme, vede in lui un uomo su un puledro, quasi inesistente, solo un dio che agogna la morte come liberazione per predisporsi ad un regno pronto a popolarsi di anime umane di nuova generazione. Prova ne è lo strano comportamento di Gesù Cristo alle pressanti domande di Pilato prima della sua condanna alla crocifissione. Il resto, ora appare chiaro perché trova riferimento alla tanto discussa eutanasia. Eutanasia, che etimologicamente significa «buona morte», ossia un’azione o una omissione che di natura sua, o almeno nelle intenzioni, procura la morte allo scopo di eliminare il dolore. Si deve convenire che il Cristo, nel procedere verso il compimento del suo mandato, che doveva compiersi per “mano sua”, da Dio che era a causa di ciò non era tanto il dolore della morte che doveva affrontare a torturarlo, bensì un altro. Doveva predisporre le cose, da divino che era ed in perfetta armonia col Padre in lui, in modo che uno dei suoi fidati apostoli facesse da “sgabello” per il suo “suicidio”, altrimenti come pensare di redimere l’umanità dal peccato originale, sostituendolo con un altro altrettanto mortale? L’umanità per vie trasverse ne ha pagato il prezzo, ma non senza il Cristo a sostegno che con la crocifissione in una buona misura si è svincolato dalla gravità del tradimento di Giuda, eccetto dal restante fino alla fine dei tempi. Per dire forse che ora tocca all’umanità risolversi sulla necessità di fare la parte di Giuda per lenire il dolore di tanti esseri che vivono da irredenti perché tenuti “a forza” in vita, ma che tale non è.
    Può servire per la comprensione spirituale di una simile cosa, che cozza contro un radicato principio di rispetto sacrale della vita in seno al mondo cattolico, limitando ad esso la tematica in discussione, la memoria di un passato biblico, quello relativo alla storia di Abramo. Si può paragonare la devozione di questi per il Signore, al punto di disporsi al sacrificio del figlio Isacco in suo onore, con quella dell’attuale Clero Romano. Ma, come fu per Abramo impossibilitato ad avere un erede a causa della sterilità della moglie Sarai, il Papa d’oggi, come anche chi lo ha preceduto, è come se fosse impotente ad influire sul mondo dei potenti della terra per convincerli a trovarsi in accordo per il bene dell’umano vivere, necessario ed imprescindibile per tutti. Sappiamo che Abramo, in accordo al volere del suo Dio ebbe modo di ottenere un figlio, Ismaele, ma solo attraverso l’egizia Agar, la schiava della moglie. E fu così che grazie alla vitalità nuova offerta da questa nascita poco, anzi affatto, amabile dal punto di vista spirituale, Abramo ebbe modo di prevalere sul mondo intorno a lui ostile e così affermarsi e dare sicurezza al suo popolo. In seguito sappiamo che venne alfine il “giusto” figlio della vecchiaia, Isacco, nonostante la sterilità di Sarai. Lascio ora il commento a chi lo voglia portare avanti su questa linea che non è amabile a prima vista. Se così dovrà essere si profilerà l’Iscariota epocale, ma ai veri cristiani non parrà esecrabile come ora sembra. Il vero cristiano non sarà coinvolto nello scandalo a causa di ciò perché non vedrà la corruzione, qui sta la giustizia di Dio.

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  2. Commento di Enzo il 21 aprile 2006 alle 23:04 Gravatar

    Wow!!! Gran bel commento, meriterebbe un articolo a parte!

    Ora sono in viaggio e “ho finito i soldi per la connessione”, ma presto replicherò a quello che hai scritto.

    Ciao :-)

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  3. Commento di Enzo il 23 aprile 2006 alle 13:43 Gravatar

    Avendo appena replicato ad un commento sulla pena di morte mi viene “purtroppo” “naturale” parlare di un altro tipo di morte. Alla fine stiamo parlando di una morte, una morte voluta, cercata, dovuta. Ma il suicidio viene condannato, l’eutanasia viene condannata, e quindi come “dover morire” se non commettendo un peccato “minore”, quello di condannare all’eterno odio una persona che forse solo ora si scopre essere stata un burattino come forse lo siamo tutti noi.

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  4. Commento di Mirko il 11 febbraio 2007 alle 21:56 Gravatar

    Adesso stiamo qua a commentare un altro povero burattino del mondo…
    DOVE STA LA PACE???
    DITEMELO, COSI PASSO IL MESSAGGIO AL POPOLO AFRICANO, CHE OGNI GIORNO, QUOTIDIANAMENTE, NELL’INDIFFERENZA DEL MONDO COSI DETTO SVILUPPATO, MUORE LASCIANDO ALLE LORO SPALLE SOLO STRISCE DI MORTE INFINITA…
    DICEVA UN SAGGIO: “UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE”…

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  5. Commento di lucrezia il 16 novembre 2008 alle 17:46

    A me sembra che il commento sull’Africa sia giusto, ma che in questo discorso ci azzecchi come un piranha in montagna.
    Passando ai primi due commenti: Gesù, ammesso che sia effettivamente successo, ha assegnato a Giuda quel compito per riuscire a compiere il sacrificio ecc ecc non per cessare di soffrire, è stato un gesto totalmente altruista, non vedo come questo si possa paragonare all’eutanasia. la cosa brutta è che non è che vi sia sfuggita questa osservazione, l’avete solamente ignorata. ci sono molti motivi anche validi per essere pro eutanasia, ma questo proprio non è uno di quelli e anche se lo fosse… non tutti sono cristiani cattolici, quindi questo ragionamento potrebbe andare bene a me o a te, ma non dovrebbe avere un penso nel momento in cui si pensa ad una legalizzazione.

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  6. Commento di marco il 17 novembre 2008 alle 19:08

    si hai perfettamente ragione

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