Il sant’uomo
Ennesimo caso di prete arrestato per violenza sessuale su minori, questa volta si tratta del giovane parroco di Oriolo Romano in provincia di Viterbo, che è stato arrestato per aver commesso atti osceni e atti di libidine nei confronti di alcuni minorenni che frequentavano la parrocchia.
La notizia dell’arresto del parroco ha suscitato sconcerto nei 3500 abitanti di Oriolo Romano, dove il giovane sacerdote era molto apprezzato per il suo attivismo e per le numerose iniziative rivolte soprattutto ai giovani. Ora i cittadini sanno in che modo il sant’uomo era attivo verso i giovani!
Purtroppo casi come questo si ripetono frequentemente in tutto il mondo, e Dio solo sa (mai frase fu più pertinente), quanti casi non vengono allo scoperto. Perchè la chiesa non ammette che nel voto di castità c’è qualcosa non va? Perchè ci si dimentica che in passato (e probabilmente anche oggi), i giovani e le giovani con problemi sessuali (di qualsiasi tipo), venivano rinchiusi in convento nella speranza che la vicinanza di Dio allontanasse il demonio
? Perchè si permette a dei luridi vermi come i pedofili di assumere un ruolo centrale nella comunità? Perchè i veri preti, tra cui ci sono persone degnissime, cercano di nascondere e sminuire il gravissimo problema presente all’interno della chiesa? Se poi qualcuno pensa che non sia vero, Le iene hanno recentemente trasmesso un servizio che lo dimostra ma che purtroppo, al momento, non trovo nel sito della trasmissione 
Tag chiesa, pedofilia, preti, società, Vaticano
Categorie società
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“Sono personalmente convinto che la presenza costante nella stampa dei peccati commessi da preti cattolici, particolarmente negli Stati Uniti, è una campagna voluta, poichè la percentuale di queste deviazioni fra i preti non è superiore alle altre categorie e forse è ancora più bassa”.
.“Negli Stati Uniti, ci sono notizie costanti su questo soggetto, ma meno dell’ 1% dei preti sono colpevoli degli atti di questo tipo” - ha detto Ratzinger.
“La presenza costante di queste notizie non corrisponde all’obiettività delle informazioni né all’obiettività statistica dei fatti. Di conseguenza, si giunge alla conclusione che c’è un desiderio intenzionale di screditare la chiesa. È una conclusione logica.”
Le mele marce esistono in tutti i contesti…guai generalizzare perché fa comodo così…
.E quando avrei generalizzato?
“Ennesimo caso di prete arrestato” Cronaca
“casi come questo si ripetono frequentemente” Cronaca
“nel voto di castità c’è qualcosa non va” Constatata l’ovvietà di un parere diffuso
“si permette a luridi vermi come i pedofili di assumere un ruolo centrale nella comunità” Non ho scritto che tutti i pedofili sono preti e che tutti i preti sono pedofili
“il gravissimo problema presente all’interno della chiesa” Lo dice la chiesa stessa…
.Mercoledì 25 Febbraio 2004
«Negli Usa pedofili 4 sacerdoti su 100»
Il dossier della Conferenza Episcopale: dobbiamo fare luce sui drammi
del passato
Città del Vaticano
.Venerdì prossimo verrà reso noto il rapporto dei vescovi americani
sullo scandalo pedofilia; e mentre affiorano anticipazioni che forniscono un
quadro ben più pesante del previsto - 4450 sacerdoti accusati di reati
sessuali su minori, tra il 1950 e il 2002 - il Vaticano presenta uno studio
sul problema pedofilia commissionato a un gruppo di psichiatri, tutti non
cattolici. E qui c’è una sorpresa: il parere degli specialisti boccia la
linea della «tolleranza zero» imposta dal Papa ai vescovi degli Stati Uniti,
e approvata dalla Conferenza Episcopale statunitense, per esorcizzare quello
che sta diventando un incubo per molte diocesi, non solo da un punto di
vista morale e religioso, ma anche finanziario.
Secondo indiscrezioni, circa il 4% dei sacerdoti in servizio negli
ultimi 52 anni sarebbe stato accusato di qualche tipo di abuso su minori;
una percentuale decisamente più alta di quelle ipotizzate finora, che
oscillavano tra l’1% e il 3%. C’è da dire però che il rapporto commissionato
allo studio John Jay prende in esame un arco di tempo molto più ampio di
quelli considerati finora. Nel frattempo l’arcivescovo di Los Angeles, Roger
Mahony, ha reso pubblici i risultati di uno studio della sua arcidiocesi,
dal quale emerge che, nel periodo compreso fra il 1931 e il 2003, 244
sacerdoti hanno molestato 656 minori nella metropoli californiana.
«Il fatto che un prete usi il suo ufficio sacro - scrive il rapporto -
per comportarsi da predatore nei confronti di bambini è orribile. Ma
riconosciamo che è accaduto, e in un numero di casi allarmante». Che il
momento sia grave lo testimonia il fatto che il presidente della Conferenza
Episcopale Usa, Wilton B. Gregory ha scritto un editoriale sul «Wall Street
Journal», sostenendo che, per quanto doloroso, «la Chiesa negli Usa deve far
luce sul passato, per raccogliere quante più informazioni possibile su
questo spaventoso capitolo della nostra storia».
Però la «tolleranza zero», e in particolare cacciare i colpevoli dalla
Chiesa, non solo non risolve il problema, ma potrebbe essere ancora più
rischioso. E’ questa l’opinione espressa nelle 220 pagine del rapporto
«Sexual Abuse and the Catholic Church, Scientific and Legal Perspectives»
preparato dagli specialisti di psichiatria contattati dalla Pontificia
Accademia per la Vita. Allontanare definitivamente i sacerdoti colpevoli
comporta il rischio - ha spiegato uno degli esperti, Manfred Luetz, curatore
del volume - che una volta allontanati in modo definitivo dalla Chiesa, e
dopo aver scontato l’eventuale pena inflitta dai tribunali civili, i
responsabili di abusi possano tornare a commettere gli stessi reati. Gli
specialisti hanno detto di capire perché i vescovi Usa, e il Vaticano,
quest’ultimo con qualche perplessità, hanno adottato una linea dura; ma
temono che si riveli controproducente.
La Chiesa cattolica potrebbe invece promuovere iniziative di aiuto sul
tipo delle comunità di recupero che esistono per i sacerdoti alcolisti.
Luetz ha esortato la Chiesa a prendere in considerazione la possibilità di
offrire un aiuto di tipo spirituale e sociale a questi sacerdoti, anche se
si sono macchiati di colpe gravissime, per non perdere i contatti con loro
ed evitare che scivolino sempre più giù con il rischio che commettano nuovi
e più gravi abusi. Senza un’adeguata terapia i preti pedofili, una volta
usciti dal carcere o cacciati dalla Chiesa, continuano a restare un
potenziale pericolo. Gli scienziati consigliano una soluzione che tenga il
colpevole lontano dai ragazzi senza però la sospensione dal sacerdozio.
Tredici alti prelati, otto diocesi, 15 milioni di fedeli. L’elenco delle
accuse. Decine di casi impuniti
23 Aprile 2002 - Il Mattino di Padova
di Andrea Visconti
NEW YORK. Dei tredici cardinali americani convocati in Vaticano dal
.Papa, otto sono arcivescovi di diocesi cui fanno capo complessivamente
circa quindici milioni di cattolici. La diocesi più colpita dagli
scandali di pedofilia è quella di Boston, a capo della quale è il
cardinale Bernard Law. Qui qualche mese fa venne alla luce il caso di
don John Geoghan, che fece esplodere in tutta America la realtà della
pedofilia fra il clero. Il cardinale Law è responsabile di avere
spostato Geoghan di parrocchia in parrocchia ignorando la scia di
contatti sessuali con minori che questo prete lasciava ovunque andasse.
Secondo caso, sempre a Boston, è quello di don Paul Shanley accusato di
molestie, ma di casi del genere nella diocesi del cardinale Law ne sono
emersi un’ottantina.
Imbarazzo anche a Filadelfia dove gli abusi sessuali di preti risalgono
agli anni Cinquanta e la diocesi ha identificato almeno trentasei preti
coinvolti in circa cinquanta casi. Lo scandalo della pedofilia sta
travolgendo anche l’arcivescovo di New York, Edward Egan, che alcuni
anni fa era a capo della diocesi di Bridgeport, in Connecticut, dove è
emerso un caso eclatante. Si scoprì che un prete abusava sessualmente di
un ragazzino ma gli abusi proseguirono più di un anno dopo che i vertici
della chiesa cattolica in Connecticut ne venissero a conoscenza. A Los
Angeles il cardinale Roger Mahony stesso era accusato di sevizie
sessuali. I fatti risalirebbero ad alcuni decenni fa quando il
cardinale pare avesse costretto una minorata mentale ad avere rapporti
intimi con lui. In generale in questa diocesi i casi accertati di abusi
sono una dozzina.
Situazione difficile anche a Detroit dove l’inchiesta sulla pedofilia ha
stabilito che almeno diciotto preti hanno avuto relazioni sessuali con
minori. Alcuni anni fa qui la chiesa cattolica pagò una forte somma
ad un uomo che da ragazzino era stato molestato da un prete di Detroit.
Ma il cardinale Adam Maida deve rispondere del fatto che il prete in
questione ha continuato indisturbato la sua attività di ministro di
culto fino al mese scorso.
Forse l’unica diocesi americana dove i casi di pedofilia sono stati rari
è quella di Baltimora. Il cardinale William Keeler, comunque, si è
impegnato con il suo mezzo milione di fedeli «a proteggere tutti i
cattolici da tali abusi».
Lunedì 25 Aprile 2005
Denunce e processi
Il Corriere della Sera
Nelle chiese cattoliche americane il prete saluta sulla porta i
parrocchiani che escono dopo la fine della messa domenicale. E’ un
piccolo rito sociale, ispirato dalla tradizione protestante, che si
celebra alla fine di ogni funzione religiosa in decine di migliaia di
parrocchie, dalla costa orientale alla costa occidentale. Il «padrone di
casa» fa una carezza ai bambini, stringe la mano dei genitori, li
ringrazia per la loro presenza e per la generosità delle loro offerte.
Si rivedranno probabilmente, prima della domenica successiva, per uno
dei tanti social events - una recita, una tombola, una vendita di
beneficenza - che il prete organizza nei locali della parrocchia. Da
qualche settimana questo rito sociale è diventato mesto e frettoloso.
Le offerte sono diminuite, i fedeli escono dalla messa imbronciati e
pochi parroci osano accarezzare un bambino. Di fronte ad alcune chiese
vi sono picchetti di uomini e donne che chiedono «pulizia». La
cattedrale della Santa Croce, nel vecchio quartiere irlandese di Boston,
è presidiata da una catena di persone che si stringono silenziosamente
la mano. Qui, negli scorsi giorni, monsignor Frederick J. Murphy ha
scelto per la sua omelia domenicale il passo del Vangelo in cui Luca
descrive la confusione e il turbamento dei discepoli di Cristo sulla
strada di Emmaus. I fedeli hanno compreso l’allusione e si sono
scambiati uno sguardo d’intesa.
Tutto cominciò qualche mese fa con il processo di padre John J. Geoghan,
un sacerdote di 66 anni, condannato a dieci anni di carcere in marzo per
avere abusato di un bambino a Boston nel 1991. Ciò che maggiormente
colpì la pubblica opinione in quella vicenda non fu tanto il reato
contestato al sacerdote, quanto la scoperta che egli era stato oggetto
di centotrenta denunce e lagnanze per fatti analoghi. Ma i suoi
superiori gli avevano coperto le spalle spostandolo da una parrocchia
all’altra e avevano messo a tacere i suoi accusatori con un indennizzo.
Da quel momento la Chiesa cattolica americana è nella tempesta. Molti
sacerdoti sono stati trasferiti o sospesi. Più di duecento persone hanno
dichiarato di essere state molestate da un prete, spesso molto tempo fa,
negli anni dell’infanzia o dell’adolescenza. Molte si sono rivolte a un
avvocato e hanno costituito un’associazione, retoricamente chiamata
«Survivors Network of Those Abused by Priests» (La rete dei
sopravvissuti di coloro che sono stati abusati da preti). La diocesi di
Boston, in particolare, ha già pagato 40 milioni di dollari, e la somma
degli indennizzi potrebbe toccare i 100 milioni. La crisi ha tutti gli
ingredienti dei grandi scandali americani: agita pruriginose questioni
morali (pedofilia, omosessualità), si presta a grandi confessioni
collettive, è eminentemente «mediatica», ha risvolti legali che
suscitano le ambizioni dei procuratori distrettuali e l’ingordigia degli
avvocati. Molte azioni giudiziarie si sono concentrate in California
dove i tempi di prescrizione di un reato sono più lunghi di quanto non
siano abitualmente negli altri Stati della federazione. Un procuratore
californiano ha dichiarato che intende dare una risposta alla
indignazione popolare e si è detto implicitamente disponibile, in tal
modo, a ricevere nuove denunce.
Alcune accuse, probabilmente, sono frutto di fantasie erotiche o
vittimismi narcisistici. Una donna di Fresno in California ha dichiarato
che il cardinale Roger M. Mahony, arcivescovo di Los Angeles, «potrebbe»
averla molestata nel 1970 quando lei studiava in un liceo cattolico e
lui aveva funzioni pastorali nella stessa zona. La storia che ha
raccontato ai giornalisti sembra uscita da un novella di Boccaccio.
Svenne durante una baruffa con i suoi compagni di classe e rimase priva
di sensi per un certo periodo. Quando si svegliò vide accanto a sé padre
Mahony e si accorse di avere perduto le mutandine. Per paura non disse
nulla a nessuno, ma nelle scorse settimane, quando ha letto sui giornali
e ha ascoltato alla televisione le confessioni di tante vittime, si è
fatta forte. «Se questa gente ha il coraggio di parlare - ha detto alla
stampa - cercherò di farlo anch’io». Il cardinale Mahony, dal canto suo,
ha smentito e rimesso la questione nelle mani della polizia. Non è il
primo episodio del genere. Leggo nel Washington Post che il cardinale
Joseph Bernardin, arcivescovo di Chicago, fu accusato nel 1993 di
molestie sessuali da un certo Steven Cook che ritirò l’accusa prima di
morire di Aids due anni dopo. Non tutti gli accusati, però, hanno dato
prova di altrettanta fermezza.
Un vescovo della Florida si è dimesso qualche settimana fa e un parroco
di Cleveland si è ucciso negli scorsi giorni con un colpo di pistola
alla testa nel parcheggio di un supermercato. Si chiamava Dan A. Rooney,
aveva 48 anni ed era stato accusato tre giorni prima di avere abusato di
una ragazzina più di dieci anni fa. Ma i parrocchiani non credono alla
sua colpevolezza e una grande folla è andata al suo funerale per
rendergli un omaggio commosso. Sulle responsabilità di un altro prete,
invece, la gente ha meno dubbi. Si chiama Paul R. Shanley e divenne
sacerdote nel 1960 a Boston dove acquistò subito una certa notorietà per
il suo impegno sociale come «prete di strada». Poco più di dieci anni
dopo una fotografia lo ritrae con i capelli lunghi, i blue jeans e un
giubbotto, alla guida di un trattore. E’ nel Vermont, in uno degli Stati
più settentrionali della Nuova Inghilterra, dove ha collaborato alla
istituzione di una casa di riposo per giovani lavoratori. E’ un prete
moderno, forse spregiudicato, ma attivo e dinamico. Di lì a poco,
tuttavia, secondo l’avvocato di una vittima, un sacerdote scrive
all’arcivescovado per informare che padre Shanley ha l’abitudine di
appartarsi con i ragazzini in una capanna. Non è tutto. Sembra che nel
1978 il «prete di strada» intervenga con un discorso a una conferenza
promossa da un gruppo di spregiudicati pedofili, fautori di amori
«greci» fra adulti e adolescenti. E sembra che qualche anno dopo, in
California, divenga proprietario, con un altro prete, di un motel
frequentato soprattutto da una clientela «gay». All’arcidiocesi di
Boston, nel frattempo, continuano ad arrivare lamentele, denunce e
minacce di azioni giudiziarie. Ma i suoi superiori, e soprattutto
l’attuale arcivescovo, Bernard Law, lo proteggono. Sanno che ha
«problemi psicologici», ma lo trasferiscono da un incarico all’altro e
lo accompagnano, se necessario, con una lettera commendatizia e un
certificato di «buona condotta». Sino al giorno in cui l’arcivescovo di
New York, dove Shanley avrebbe dovuto assumere la direzione di un
ostello giovanile, rifiuta bruscamente di accettare la sua designazione.
Messo di fronte a vicende umane così diverse - il suicidio di Rooney e
la spericolata carriera di Shanley - il popolo dei fedeli assiste
smarrito alla crisi della sua Chiesa. Il pendolo dei suoi sentimenti
continua a oscillare fra indignazione e commiserazione, fra la rabbiosa
voglia di pulizia e il timore che un innocente finisca vittima di
qualche tribunale popolare.
Ho raccontato più diffusamente il caso di padre Shanley perché la storia
della sua vita si intreccia con quella del suo protettore: Bernard Law,
arcivescovo di Boston e, dalla prima metà degli anni Ottanta, cardinale
di Santa Romana Chiesa. Le due personalità non potrebbero essere più
radicalmente diverse. Il primo è cresciuto nel sacerdozio durante i
tempestosi anni Sessanta e Settanta, fra hippies , senzatetto, drogati,
e sembra deciso a sovvertire, forse con qualche motivazione ideale, le
regole del vecchio catechismo. Law, invece, appartiene a quel gruppo di
sacerdoti che sono stati scelti da Giovanni Paolo II, sin dall’inizio
degli anni Ottanta, per gli incarichi di maggiore responsabilità della
Chiesa americana. Mentre Shanley è un prete «trasgressivo», Law è un
prelato conservatore. Mentre Shanley, a giudicare da certi suoi
trascorsi, sembra pronto a sostenere i «diritti dei gay» e, forse, la
fine del celibato ecclesiastico, Law ha censurato severamente
l’omosessualità e tutte le iniziative degli scorsi anni per il
matrimonio dei preti, il sacerdozio femminile o la legalizzazione
dell’aborto. Perché dunque Law ha deciso di coprire Shanley e le
malefatte di altri preti della sua diocesi? Forse l’arcivescovo di
Boston apprezzava, al di sopra di ogni altra considerazione, il
dinamismo del suo «prete di strada». Forse è cinicamente convinto che
certi peccati, quando sono commessi dai membri di una grande Chiesa,
siano meno importanti della sua opera mondana e delle sue strategie
istituzionali. I panni sporchi, insomma, si lavano in famiglia. Ma Law,
in tal modo, è diventato, agli occhi di molti cattolici americani,
ancora più colpevole e responsabile dei molti preti «traviati» di cui la
stampa si è occupata nelle scorse settimane. Il maggiore quotidiano
della sua città (il Boston Globe ) e persino, a giudicare dai sondaggi,
la maggioranza dei fedeli chiede insistentemente le sue dimissioni. Da
quando la Santa Sede, dopo una lunga riluttanza, ha finalmente deciso di
occuparsi della faccenda e ha invitato a Canossa i maggiori prelati
americani, la crisi è entrata in una fase nuova. Verranno adottate nuove
regole, verrà fatta pulizia e i fedeli verranno assicurati che ogni
denuncia sarà trattata con la massima obiettività e trasparenza. Ma vi è
un aspetto di cui Roma, quando sosteneva che il caso fosse
esclusivamente americano, non aveva colto l’importanza. Nel corso del
suo pontificato Giovanni Paolo II si è ripetutamente scontrato con certe
tendenze riformatrici del cattolicesimo americano e le ha infine ridotte
all’obbedienza. Ma gli scandali delle ultime settimane ridanno fiato ai
riformatori e riaprono un nuovo fronte. Non basterà promettere maggiore
trasparenza. Occorrerà prepararsi a nuove battaglie contro quei settori
del clero e dei fedeli che non hanno mai approvato la politica
conservatrice del vescovo di Roma soprattutto in materia di gay, aborto
e celibato ecclesiastico. Un vecchio Papa, ormai alla fine del suo lungo
sacerdozio, è improvvisamente costretto a rifare una battaglia che
sperava di avere vinto.
LA CONDANNA Padre John J. Geoghan, 66 anni, sacerdote dell’arcidiocesi
.di Boston, a marzo è stato condannato a dieci anni di reclusione per
aver abusato di un bambino nel 1991
IL FENOMENO
La Chiesa cattolica americana è nella tempesta: padre Geoghan è travolto
da 130 denunce di molestie sessuali. Altre 200 persone in tutto il Paese
dichiarano di avere subito abusi durante l’infanzia o l’adolescenza
GLI INDENNIZZI
La diocesi di Boston ha già pagato 40 milioni di dollari. Ma la somma
finale dei risarcimenti potrebbe raggiungere i cento milioni.
Preti pedofili in Italia
Devo continuare? Possiamo andare avanti per mesi
.E’ vero che è un problema ed è ovvio che per la Chiesa lo è ancora di più visto che se un pedofilo è un criminale da punire, un prete pedofilo è un prete criminale e certo questo non può essere accettato a cuor leggero dalle gerarchie cattoliche anche se purtroppo è fisiologico che ci siano percentuali di criminali anche tra i sacerdoti, in fondo sono uomini come tutti gli altri!
.Appunto, allora niente voto di castità.
.Cosa c’entra il voto di castità con i preti pedofili?
.Secondo statistiche delle conferenze Episopali USA e Irlanda il 4& dei preti cattolici è implicatom in scandali di vioelnze sessuali su minori.
In nessuna altra categoria socialer c’è tale incidenza di pedofili sorpresi a violentare bambini e ragazini (figuriuamoci poi quelli che la fanno franca). E’ evidente che la pedofilia dei preti cattolici è originata dalla sessuofobia vaticana che crea personalità disturbate, sessualmente e afettivamente immature, che sfogano i propri istinti sui bambini.
.E’ falso quello che dice Enzo sulla percentuale dei preti pedofili. E’ la stessa Conferenza episcopale USA ad affermare che il 4% dei loro preti è coinvolto in casi i pedofilia:
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,73841,00.html
Nel gennaio del 2002, i vertici della Chiesa Cattolica americana vengono travolti dallo scandalo. Tutto ha inizio con la condanna di John Geoghan, padre della diocesi di Boston. Un rapporto presentato dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti il 27 febbraio di quest’anno, fissa nel 4% il numero dei religiosi accusati di pedofilia a partire dagli anni ’30. Si tratta di 4.392 preti su 109.694
Il censimento degli abusi e’ stato condotto dal ‘John Jay College of Criminal Justice’ sulla base di dati ricevuti dal 97 per cento delle 195 diocesi cattoliche d’America: degli oltre diecimila casi denunciati, solo il 10 per cento sono risultati infondati e il 20 per cento mai indagati, o perche’ il prete era morto all’epoca della denuncia o perche’ aveva lasciato il sacerdozio. Il rapporto del John Jay College ha calcolato anche i costi legali per le diocesi: 572 milioni di dollari sono stati spesi in avvocati, e la cifra non include i vari patteggiamenti, come quello da 85 milioni di dollari concordato dalla diocesi di Boston con le vittime dei preti pedofili.
(Pubblicato il 19 marzo 2004)
.LA stessa percentuale di circa il 4% di preti coinvolti in scandali di pedofilia (e possiamo immaginare quanti altri l’abbiano fatta franca) si riscontra in analoga inchiesta della chiesa cattolica di Irlanda.
Fatti e non parole a vuoto:
Notizie Stampa
.11-03-2006: PEDOFILIA: IRLANDA, 100 PRETI CATTOLICI SOSPETTATI
(ANSA) - LONDRA, 8 MAR - Piu’ di cento preti cattolici sono sospettati di aver commesso abusi sessuali su minori nella regione di Dublino dagli anni ‘40 a oggi. Le vittime identificate sono 350. E’ questa la conclusione di un’indagine condotta dall’Arcidiocesi di Dublino, i cui risultati sono stati resi noti oggi. Il rapporto puntualizza che l’indagine ha preso in esame i fascicoli personali di tutti i preti - circa 2.800 - che hanno lavorato nell’arcidiocesi di Dublino a partire dagli anni ‘40. Quelli sospettati di pedofilia sono piu’ del 3%. Una serie di scandali sessuali ha gravemente danneggiato l’immagine della chiesa cattolica in Irlanda negli ultimi dieci anni e sugli abusi il governo ha dato il via a un’indagine che comincera’ tra breve. Finora sono 32 i preti dell’arcidiocesi di Dublino citati per danni da 105 vittime. Il costo di risarcimenti - che e’ gia’ di 5,9 milioni di euro - e’ destinato a salire, rileva il rapporto. Lo scorso anno un’indagine analoga in una arcidiocesi piu’ piccola, nella contea di Wexford, aveva portato a identificare un centinaio di vittime e 21 preti pedofili.
Quello che è evidente è che in nessuna categoria sociale vi è una tale incidenza di pedofili scoperti a violentare bambini e ragazzini.
E’ evidente che è la sessuofobia vaticana a generare questa altissima percentuale di pedofili, ossia di preti affettivamente e sessualmente immaturi.
.Altra notizia fresca i giornata su un altro “sant’uomo”, un frate cappucino che fa sesso in auto con uan parrochiana e si spaccia per docente universitario.2 denucne: atti osceni e sostituzione di persona
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo324167.shtml
Frate trovato in auto con l’amante - di Mariateresa Conti -
È stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico
Mariateresa Conti
da Trapani
Lo hanno sorpreso in auto, appartato con una giovane donna, in atteggiamento inequivocabile. E gli hanno chiesto i documenti, per identificarlo e procedere quindi alla denuncia per atti osceni in luogo pubblico. Solo che quell’amante focoso presentatosi come docente universitario, in realtà, era un religioso. Un frate cappuccino per l’esattezza, che adesso si è beccato anche una denuncia per sostituzione di persona, visto che avrebbe cercato di nascondere il suo status.
Arriva da Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, questa storia dai contorni boccacceschi, visto che vede per protagonista un religioso, per di più piuttosto noto visto che riveste un incarico di rilievo nel convento che i frati cappuccini hanno a Palermo. La vicenda risale a qualche giorno fa, ma solo ora, grazie al tam-tam dei fedeli che frequentano il convento, è diventata praticamente di dominio pubblico. Il frate, del quale non sono state rese note le generalità, si trovava in auto a Castellammare del Golfo, in una zona protetta della locale riserva naturale. Con lui, una giovane donna, che a detta dei bene informati sarebbe una sua ex parrocchiana. Improvviso, il blitz delle guardie forestali che sorvegliano il sito. Secondo gli agenti, la coppia era in atteggiamento inequivocabile. Tanto inequivocabile da imporre, praticamente, l’identificazione per procedere alla segnalazione per atti osceni. Ma la vera sorpresa è arrivata quando è stato fatto il controllo dei documenti e si è scoperto che si trattava di un religioso.
L’uomo, presentando la patente di guida, aveva sostenuto infatti di essere un docente universitario. Di qui la denuncia bis, per sostituzione di persona. E l’inchiesta, avviata dalla procura di Trapani, che lo ha iscritto nel registro degli indagati.
.Per favore leggi il commento numero 4
.Mi sento di dire un paio di cose:
Rispetto la religione e i credenti, non i bigotti, gli ottusi, i fanatici senza nessuna apertura mentale che credono solo quello che fa comodo loro credere, perchè è facile non prendersi le proprie responsabilità, è facile non tener conto delle proprie frustrazioni, è facile giustificare i propri anche gravi errori, perchè tanto “è tutto un disegno divino, Dio mi ha messo alla prova, il disegno di Dio è imperscrutabile! Dio perdonami perchè ho peccato! Mi confesso e sono assolto! Tra preghiere e una punizione la mia anima ritornerà pulita”. Preferisco restare con la mia pazzia, con le mie frustrazioni, con i miei difetti, conscio che esistono e prendermi le mie responsabilità, accettare i problemi, ma avere la forza in me stesso di cercare di risolverli senza sperare in un intervento divino! Senza odiare chi non crede nelle stesse cose in cui credo io, ma difendendomi solo se vengo attaccato, da qualsiasi parte. Senza sostenere che io sono il depositario della verità assoluta e quindi superiore e più intelligente di altre persone che hanno una maggiore apertura mentale e che forse, grazie a questo, si dimostrano più intelligenti di me (o nel mio caso meno stupide)!
.E’ il disturbo sessuale ad essere generato prevalentamente nell’adolescenza. I seminatisti entrano in seminario, generalmente intorno ai 18-19 anni, subito le superiori (che a volte essi svolgono nei seminari minori).
Se questi disgraziati avessero la possibilità di sviluppare serenamente la propria affettività e sessualità questi problemi non ci sarebbero oppure si risolverebbero.
Invece la paura dei sentimenti e la fobia del sesso crea queste personalità immature che non sanno sfogarsi che coi bambini/ragazzini.
Se avessero qualche ragazza e scoprisero il sesso naturalmente non andrebbero a scoparsi i ragazzini.
.Milano, arrestato sacerdote pedofilo per violenza sessuale su tredicenne rom
MILANO - Un sacerdote di sessant’anni è stato sorpreso in compagnia di un ragazzino rom di 13 anni costretto a prostituirsi. Erano appartati su un’auto parcheggiata davanti al cimitero Maggiore di Milano. Il religioso è stato arrestato per violenza sessuale. Domani il primo interrogatorio davanti al giudice.
E’ stata una pattuglia della polizia a sorprendere il sacerdote. Quando gli agenti gli hanno puntato la torcia contro, lui non ha cercato scuse: era fin troppo evidente la natura del suo incontro. Non è più un segreto per nessuno a Milano che in quel parcheggio ogni notte si consumano incontri omosessuali a pagamento. Non sapevano ancora i poliziotti che su quelle auto salivano poco più che bambini. Prostituti per una manciata di soldi, poche decine di euro come quelli che il sacerdote sembra avesse dato al ragazzino rom per convincerlo a salire sulla macchina.
Resta da scegliere per i magistrati del Tribunale per i minori il futuro del ragazzino che sedeva sull’auto del sacerdote. “E’ nostro dovere - informano gli uffici giudiziari - verificare il rapporto tra il minore e la sua famiglia”. Il minorenne appartiene alla comunità rom che alberga a Tribognano, non distante dal parcheggio dove gli agenti lo hanno trovato a prostituirsi. Vogliamo capire, spiegano i giudici, se è da escludere che il ragazzino sia stato vittima della coercizione di qualche adulto.
(7 settembre 2006)
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/milano-sacerdote-pedofilo/
.milano-sacerdote-pedofilo/milano-sacerdote-pedofilo.html
Forse Le Iene “hanno ritrovato” il servizio di cui parlavo nel post:
Corriere.it
Repubblica.it
.Salve comunque quello del celibato dei preti cattolici è solo un’invenzione umana secolare, come del resto tante altre cose in seno alla Chiesa Cattolica. Il problema non è solo la pedofilia in questi ambiti, ma c’è ancora di più il problema dei rapporti sessuali, i quali possiamo definire fornicazione. Per queste argomentazioni e altro sulla Chiesa Cattolica andate sul sito: http://www.missionecristianaevangelica.it
.Dio vi benedica
vorrei solo notare che la Chiesa non mortifica l’uomo quando domanda una certa disciplina nel gestire il sesso e quindi il proprio corpo, anzi, esalta l’uomo, lo distingue dagli animali, lo ritiene in grado di compiere un atto fisicamente piacevolissimo nella consapevolezza che non si tratta di puro istinto come per le bestie ma di Amore.
.E se un sacerdote prova Amore per Cristo con la A maiuscola, questo riempirà la sua vita molto più del piacere di una eiaculazione!
Chi ha più bisogno di fare del sesso che di amare, chi non sa distinguere l’amore dalla stimolazione degli organi sessuali, è costui che mortifica l’essere umano mettendolo alla stragua di un cane che perde il controllo sentendo l’odore del sangue dell’utero di una cagna!
Signore perdonalo perchè ha peccato, è solo un’altra pecorella smarrita che tornerà nel gregge, anzi è un pastore di anime (con una particolare attenzione al corpo dei bambini
)
[Fonte] Corriere della Sera.it
Atti sessuali con 13enne, arrestato sacerdote
REGGIO CALABRIA - La polizia postale del compartimento di Reggio Calabria ha arrestato un sacerdote di 70 anni, accusato di aver compiuto atti sessuali con una tredicenne ed atti osceni in luogo pubblico. Il provvedimento di custodia cautelare nei confronti del religioso, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, è stato emesso dal Gip presso il tribunale reggino su richiesta del pubblico ministero Giovanni Musarò.
TABULATI SOTTO ESAME - I primi elementi all’indagine, che è durata diversi mesi, sono giunti dall’esame dei tabulati telefonici, da cui sono risultate decine di comunicazioni giornaliere tra il sacerdote ed una sua giovanissima parrocchiana. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali hanno consentito di accertare gli incontri tra i due, che comunque non avrebbero portato alla consumazione di un vero e proprio rapporto sessuale.
TELEFONATE ESPLICITE - La svolta al lavoro della polizia postale si è avuta in seguito al trasferimento in un’altra parrocchia del sacerdote, che sarebbe così stato costretto ad utilizzare un linguaggio molto più esplicito per telefono. L’attività investigativa ha consentito di acclarare la totale dipendenza emotiva della minorenne nei confronti del religioso.
16 gennaio 2007
.USA 4.392 sono i sacerdoti accusati di violenza sui bambini
Da:
Data: Thu, 19 Apr 2007 20:57:11 +0200
A:
Oggetto: 4.392 sono i sacerdoti accusati di violenza
sui bambini
4.392 sono i sacerdoti accusati di violenza sui bambini
Nei soli Stati Uniti d’America sono 4.392 (quattromilatrecentonovantadue) i sacerdoti accusati di violenza su minore. E in Italia? Quanti sono?
In un database sono state raccolte tutte le informazioni disponibili sul caso.
Eccolo:
http://app.bishop-accountability.org/member/index.jsp
Diffondete il messaggio con il link a più persone possibile, specie tra coloro i quali sono convinti che quello del prete pedofilo sia solo un luogo comune.
.http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Parroco-in-perizoma-denunciato/1696417/6
Parroco in perizoma, denunciato di Fabiana Marcolini
L’avevano notato fin dal giorno del suo arrivo a Torri del Benaco, perché quel signore, per età e ruolo, forse avrebbe dovuto scegliere costumi da bagno meno vistosi. E invece il sacerdote di 69 anni, celebrante in una parrocchia del Padovano e in vacanza sul lago di Garda, indossava perizoma azzardati. Troppo appariscenti. Ma fin qui, si trattava di una scelta personale ancorché di dubbio gusto.
Ma giovedì scorso, il prete è andato oltre a quella che poteva sembrare un’innocua forma di esibizionismo e ha iniziato a toccarsi, ignudo, davanti a un bimbetto che era entrato in acqua per fare il bagno. Il tutto in spiaggia, senza alcun ritegno. Una pratica interrotta solo perché sono intervenuti immediatamente il papà del piccolo e i gestori del lido. Sei giorni dopo, cioè ieri, la denuncia davanti ai carabinieri di Caprino per atti osceni in luogo pubblico.
I fatti. Il sacerdote a Torri era arrivato nella seconda settimana di luglio - un periodo caratterizzato dal caldo soffocante anche sul lago del Garda - e fin dal primo giorno in spiaggia lo avevano notato per via di quei costumini solitamente indossati in altre età e da persone con particolare prestanza fisica. Sta di fatto che comunque lui, a un passo dai settant’anni, in spiaggia ci andava così, con quel costume succinto. Notato lo avevano notato tutti, magari lo tenevano anche d’occhio sta di fatto che giovedì scorso, nel tardo pomeriggio, mentre era sulla spiaggia aveva insistentemente osservato un bambino straniero, olandese per l’esattezza. Guardato con insistenza e poi quando il bimbetto è andato a fare il bagno, sotto gli occhi dei genitori, lui, il sacerdote, non ha resistito: si è denudato, è entrato in acqua e ha iniziato a toccarsi senza alcun ritegno, Davanti a tutti ma soprattutto davanti a quel bimbo. Senza alcun freno, nonostante la presenza di altra gente in spiaggia, la pratica è stata interrotta dall’intervento del padre del bambino e dei gestori del lido. Ora la denuncia ma non è escluso che la magistratura possa contestargli un addebito più pesante.
E’ già avvenuto, infatti, durante un processo celebrato davanti al collegio Bertezzolo che il pm, richiamando un recente orientamento della Corte di Cassazione secondo cui la violenza sessuale non consiste solo nella costrizione fisica a compiere o a subire un atto ma si integra anche con la sorpresa, contestò a un uomo la violenza su minore perchè la vittima si trovò a subire una situazione che non si sarebbe mai aspettata.
(26 luglio 2007)
.Come mai non parli di Don Gelmini?
.Perchè fino a prova contraria è innocente, ne parlerò ad inchiesta conclusa, parlerò di lui o di quanto siano pericolose le calunnie.
.Che schifo!
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