Su gentile richiesta di Angelica affronto un argomento di stretta attualità , la scuola italiana. Come scritto in un mio precedente commento, che sarà lo spunto iniziale di questo post, visti i miei travagliati trascorsi scolastici non ho mai affrontato l’argomento, forse non potrei ergermi a giudicare, o forse proprio per il mio passato posso farlo.
E’ noto che il permissivismo eccessivo di troppi genitori, l’interesse a conservare il posto da parte della maggior parte degli insegnanti, l’interesse di guadagnarsi il posto da parte di molti precari, in certi casi l’egemonia del Consiglio dei genitori e i soliti squallidi interessi politici, hanno portato ad un crollo del già carente sistema scolastico.
Il presente post non vuole essere una condanna indistinta verso tutto e verso tutti, come in ogni categoria anche tra gli insegnanti ci sono delle mele marce, ma sono sicuro che la maggior parte dei docenti vorrebbe svolgere bene il proprio lavoro, ma purtroppo, per vari motivi, incontra sempre maggiori difficoltà nel fare quello che per molti è soprattutto una passione. Non bisogna però dimenticare che per essere un bravo insegnante non basta essere competenti in una determinata materia, è ovviamente indispensabile saperla spiegare bene.
Da sempre esiste il problema della scuola che dovrebbe essere formativa anche a livello sociale e certamente non danno un bel esempio gli insegnanti che promuovono un ragazzo solo perchè i genitori protestano per ogni cosa, gli stessi genitori eccessivamente permissivi con i propri figli, gli stessi genitori frustati dalla vita che trasmettono ai propri figli superbia e arroganza, salvo poi, nel tempo, diventarne vittime loro stessi. Il bullismo è sempre esistito e temo che sempre esisterà , perchè, come nel caso di Palermo, è facile prendersela con i più deboli, ma mentre in passato in molti casi gli insegnanti erano risoluti nel punire e talvolta gli stessi genitori fermi nel condannare (almeno a parole) i gesti dei loro figli, ora, come nel caso citato, se una professoressa impartisce una blanda punizione ecco che il furioso, arrogante genitore che è bravo ad urlare e a fare il gradasso, se la prende con chi in passato aveva forse troppo potere punitivo, ma che attualmente, per le regole della scuola attuale, non ha molti mezzi per difendersi. Oggi i professori hanno sempre meno occasioni per formare i ragazzi e conseguentemente gli alunni apprendono il minino indispensabile, senza essere preparati per il mondo del lavoro o peggio ancora, per la vita. Perchè non basta saper citare a memoria alcuni versi, saper risolvere alcuni problemi matematici o saper battere le dita sulla tastiera di un computer, bisognerebbe saper vivere nel rispetto delle persone in una società civile. Ma è proprio la società attuale che insegna che vincono i furbetti, i casinisti, gli opportunisti e i lecchini e quindi anche chi aspira a diventare un insegnante di ruolo scende a compromessi, chi ha già la cattedra, ma teme di essere trasferito, si adegua alle nuove regole e fa finta di non vedere, mentre i genitori, educati da memorabili trasmissioni televisive, pensano solo ad urlare e a protestare, senza dimenticare che, e concedetemi la rima, c’è sempre il solito politico a raccomandare.