Parole in rete

La mia città è sporca

La città dove sono nato e cresciuto, Trieste, sembra una grande latrina a cielo aperto che costringe ad alcuni poco piacevoli slalom e, complice il caldo, ad inalare fediti odori. E tutto questo non per colpa degli operatori ecologici che fanno bene il proprio lavoro, ma per colpa di quelle bestie che sono padroni e probabilmente non amici dei cani, i quali poveracci hanno, come noi, i loro bisogni e la fanno dove i loro educati padroni li portano, probabilmente gli stessi che si credono padroni anche della città e che, oltre a far sporcare, fanno cagnara la notte usando a loro volta le vie del centro come gabinetti pubblici.

Ma il colmo è stato vedere un’elegantissima, sciccosissima, giovane signora che ammirava le vetrine di un elegantissimo, sciccosissimo negozio mentre il suo cagnolino le “lavava” con abbondanti getti.

Una sola parola: incivili!


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26/06/2007
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Anna Falchi e Stefano Ricucci, un matrimonio in crisi irreversibile

Anna si sfoga:

In comune non abbiamo niente, solo grane.

E soprattutto non più la grana.

Anna Falchi

Clicca sull’immagine per ingrandirla

[Fonte] Corriere della Sera.it

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20/06/2007
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La scuola è diventata squola

Su gentile richiesta di Angelica affronto un argomento di stretta attualità, la scuola italiana. Come scritto in un mio precedente commento, che sarà lo spunto iniziale di questo post, visti i miei travagliati trascorsi scolastici non ho mai affrontato l’argomento, forse non potrei ergermi a giudicare, o forse proprio per il mio passato posso farlo.

E’ noto che il permissivismo eccessivo di troppi genitori, l’interesse a conservare il posto da parte della maggior parte degli insegnanti, l’interesse di guadagnarsi il posto da parte di molti precari, in certi casi l’egemonia del Consiglio dei genitori e i soliti squallidi interessi politici, hanno portato ad un crollo del già carente sistema scolastico.

Il presente post non vuole essere una condanna indistinta verso tutto e verso tutti, come in ogni categoria anche tra gli insegnanti ci sono delle mele marce, ma sono sicuro che la maggior parte dei docenti vorrebbe svolgere bene il proprio lavoro, ma purtroppo, per vari motivi, incontra sempre maggiori difficoltà nel fare quello che per molti è soprattutto una passione. Non bisogna però dimenticare che per essere un bravo insegnante non basta essere competenti in una determinata materia, è ovviamente indispensabile saperla spiegare bene.

Da sempre esiste il problema della scuola che dovrebbe essere formativa anche a livello sociale e certamente non danno un bel esempio gli insegnanti che promuovono un ragazzo solo perchè i genitori protestano per ogni cosa, gli stessi genitori eccessivamente permissivi con i propri figli, gli stessi genitori frustati dalla vita che trasmettono ai propri figli superbia e arroganza, salvo poi, nel tempo, diventarne vittime loro stessi. Il bullismo è sempre esistito e temo che sempre esisterà, perchè, come nel caso di Palermo, è facile prendersela con i più deboli, ma mentre in passato in molti casi gli insegnanti erano risoluti nel punire e talvolta gli stessi genitori fermi nel condannare (almeno a parole) i gesti dei loro figli, ora, come nel caso citato, se una professoressa impartisce una blanda punizione ecco che il furioso, arrogante genitore che è bravo ad urlare e a fare il gradasso, se la prende con chi in passato aveva forse troppo potere punitivo, ma che attualmente, per le regole della scuola attuale, non ha molti mezzi per difendersi. Oggi i professori hanno sempre meno occasioni per formare i ragazzi e conseguentemente gli alunni apprendono il minino indispensabile, senza essere preparati per il mondo del lavoro o peggio ancora, per la vita. Perchè non basta saper citare a memoria alcuni versi, saper risolvere alcuni problemi matematici o saper battere le dita sulla tastiera di un computer, bisognerebbe saper vivere nel rispetto delle persone in una società civile. Ma è proprio la società attuale che insegna che vincono i furbetti, i casinisti, gli opportunisti e i lecchini e quindi anche chi aspira a diventare un insegnante di ruolo scende a compromessi, chi ha già la cattedra, ma teme di essere trasferito, si adegua alle nuove regole e fa finta di non vedere, mentre i genitori, educati da memorabili trasmissioni televisive, pensano solo ad urlare e a protestare, senza dimenticare che, e concedetemi la rima, c’è sempre il solito politico a raccomandare.


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9/06/2007
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AnnoZero: Il Vaticano e i crimini sessuali

Il tanto temuto servizio televisivo, perchè chiamarlo film o documentario non mi sembra propriamente esatto, è stato finalmente trasmesso anche in Italia proprio dal tanto temuto Michele Santoro e come è stato detto da quest’ultimo in chiusura di trasmissione:

E’ stata una lezione di civiltà

Come annunciato, al dibattito hanno partecipato Monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, il prete anti-pedofilia Don Fortunato Di Noto, il Professor Piergiorgio Odifreddi e Colm O’Gorman il giornalista autore di Sex crimes and the Vatican. Erano presenti anche giovani cattolici e alcune vittime. Ognuno ha difeso le proprie opinioni e devo riconoscere che Monsignor Fisichella è riuscito a districarsi bene anche davanti a fatti molto imbarazzanti, dimostrando che si può discutere civilmente senza fanatismi, al contrario del suo avversario Piergiorgio Odifreddi che non ha saputo dimostrare con chiarezza quanto sosteneva rendendosi francamente un po’ antipatico.

Michele Santoro, pur non mandandole a dire, è stato obiettivo e preciso, l’unica nota stonata sono state le vignette finali di Vauro presentate senza possibilità di replica.

Rimango dell’opinione che la Chiesa debba cambiare e che non può più arrogarsi il diritto di giudicare autonomamente i criminali (non solo pedofili) che sono all’interno della stessa. Rimango dell’opinione che i preti (e superiori vari) restano uomini a cui dovrebbe essere permesso di sposarsi ed avere una regolare vita sessuale.

Ma onestamente sto male per le storie che ho sentito e per quelle che ho risentito, sto male per le vittime innocenti che hanno subito cose aberranti fisicamente e conseguentemente psicologicamente, disprezzerò fermamente ed eternamente coloro che mettono le vittime in secondo piano accecati dalla loro fede alimentata da un sacro furore che nulla ha a che fare con i principi del Cristianesimo e soprattutto disprezzerò fermamente ed eternamente coloro che sfruttano la fede per i loro interessi politici, sociali e materiali.

Amen, la messa non è finita.

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1/06/2007
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Discorso sull’amicizia, o forse no

Lo so che sbaglio, lo so che sono un povero illuso, ingenuo, sognatore, ma nonostante gli anni che passano, nonostante le grandi fregature prese in passato, continuo fermamente a credere che l’amicizia si debba basare sulla lealtà e sulla fiducia, sul fatto di star bene insieme. Certo ci possono essere alti e bassi, ma quando spieghi chiaramente ad un amico che certi atteggiamenti, certe battute ti danno fastidio e lui se ne frega, quando sei stufo di dover sempre stare a discutere delle stesse cose, quando viene meno la stima e ti rendi conto di aver riposto male la tua fiducia, forse è meglio domandarsi se è meglio avere un amico in meno o un problema in più.

Oppure sei tu che cambi, non necessariamente in meglio, e allora non sarebbe giusto che tu diventassi un problema per gli amici.

Ovviamente questo è un discorso ipotetico, non vado a raccontare i miei fatti personali sul mio blog, a me piace scherzare, fare battute, iniziare dissertazioni a volte difficili da capire, ma i miei amici sono intelligenti e queste cose le sanno già e magari sanno già che forse io non sono così intelligente come credo.

Certo mi chiedo perchè talvolta scrivo questo genere di post, forse perchè mi diverto a giocare, a provocare, a mettere alla prova, o forse no, certo tutto ciò è difficile da capire, forse anche per me, sicuramente sarà impossibile da comprendere per chi non ha capito che questo è solo un racconto di pura fantasia, magari di una mente malata (la mia), ma che sicuramente non voleva sottintendere nulla, come forse non c’è niente di sottinteso neanche in questo post, o forse no, forse è tutto scritto chiaramente, o forse no.

Domani qualcuno penserà che sono andato definitivamente fuori di testa, forse lo sono da tempo, o forse no… di certo mi diverto un mondo a scrivere questo genere di cose. Certo che a volte sono proprio stronzo, ma forse non solo io.


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30/05/2007
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