La signora
Ultimamente, per vari motivi, sono, purtroppo, un assiduo frequentatore di studi medici e relative sale d’attesa, dove, come si sa, si possono incontrare persone di tutti i generi. L’ultimo incontro è stato con una signora molto ben vestita, molto ben truccata e molto stronza. La raffinata nobildonna, arrivata prima di me, stanca di poggiare il suo cellulitico sedere su un comodo divanetto, si alza in cerca di una boccata di aria fresca, nei 15 minuti in cui nessuno ha sentito la sua mancanza, arriva un povero vecchietto esausto, che trovando il posto libero si siede. Non saprò mai se la principessa abbia trovato o meno la boccata di aria fresca, ma ho visto la sua espressione furiosa quando si è accorta che il suo posto era stato occupato, e come tutti i presenti, l’ho sentita scandire le parole:
Mi hanno rubato il posto!
Istintivamente tutti si sono voltati verso il povero e innocente vecchietto, che ad un certo punto, pur non essendo, mi auguro solo in quel momento, lucidissimo, realizza che la fine frequentatrice dell’alta società si rivolgeva proprio a lui:
Era il suo posto?
Sì!
Mi scusi, mi alzo subito.
Nella sua furia la gentile donzella si accorge degli sguardi sbigottiti, perplessi e schifati dei presenti, ed essendo tanto furba quanto stronza, replica al povero vecchietto ancora grondante di sudore:
Ma se vuole riposarsi un attimo non c’è problema, io aspetto.
Mentre mi chiedo come l’educata e raffinata esponente dell’alta società quantifichi un attimo, ella si avvicina al tavolino posizionato di fianco a dove sono seduto io e con lo sguardo furioso, sfoglia velocemente e nervosamente una rivista vecchia di un anno.
Ad un certo punto il grande mistero viene svelato: dopo un attimo, cioè dopo 4 minuti, la nostra esperta di galateo nota che nella sala a fianco si sta liberando un posto, quindi di scatto si rivolge al vecchietto:
Guardi che si è liberato un posto, per favore (almeno ha chiesto per favore), si può spostare?
Non essendo previsti abbonamenti a poltroncine e divanetti, non si capisce perchè la principessa non si sia seduta lei nell’altra stanza, ma probabilmente lei, così gentile e tranquilla, ne aveva fatto una questione di principio e quel divanetto era suo. Per un attimo mi ricordo di vallettopoli e penso che forse l’esperta di bon ton in passato sia stata un’assidua frequentatrice di divanetti, ma poi realizzo che la signora è sicuramente abituata a dare e ricevere molto, ma per strada.
Scusandosi e ringraziando il vecchietto si alza e si sposta nell’altra stanza rendendo la valchiria fiera della riconquista.
Il tempo passa, mi annoio, ma mentre conto i molti cartelli dove si è invitati a tenere spenti i cellulari, ecco che si ode una suoneria che io, non essendo un esperto di musica, non riesco ad associare a nessun tipo di canzone da osteria, ovviamente era il cellulare della signora. Mi chiedo se, nonostante la non più giovanissima età, la dolce ex fanciulla, anche per oggi non abbia trovato lavoro, ma subito si capisce che non è un cliente ma una sua amica che cerca di scroccarle un passaggio per andare al mare la mattina dopo. Non vi starò ad annoiare con i particolari dell’interessantissima conversazione, vi basti sapere che era per lo più incentrata sul fatto che la signora non si vuole alzare presto e quindi non riusciva ad accordarsi con l’amica su che ora partire, ma alla fine per fortuna si mettono d’accordo e la telefonata finisce.
Finalmente arriva il turno della simpatica donna che entra dal dottore, probabilmente si fa prescrivere qualcosa per le infiammazioni anali, esce e se ne va senza salutare nessuno, ma non dimentichiamoci che lei è una signora.
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