Parole in rete

E’ qui la festa?

Babe - Maialino coraggioso In questi giorni non posso fare a meno di notare un dolce e simpatico maialino che è presente nella pubblicità di un’azienda. Il maialino ispira tenerezza e simpatia, ti guarda con un’aria dolce e quasi quasi ti senti in pace con il mondo.

Peccato poi scoprire che l’azienda è un noto prosciuttificio che pubblicizza Aria di festa - La festa del prosciutto a San Daniele del Friuli.

Chissà che bella festa avranno fatto al maialino :roll:

Io, anche se vorrei, non sono vegetariano, ma certa pubblicità mi fa veramente schifo.

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26/06/2005
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Quasi quasi mi compro una laurea

denaro Visto che ultimamente le lauree honoris causa erano poche, sta prendendo piede il business delle lauree straniere, tanto basta pagare poche migliaia di euro ed il gioco è fatto. Non occorre andare lontano, si va a San Marino, stato notoriamente lontanissimo dall’Italia. Certo bisognerebbe studiare un pochino ma sembra che sia un optional.

Nel paese in cui il Ministro per la Funzione pubblica vanta una laurea honoris causa dalla University of Berkley (N.B. il nome è scritto correttamente) come documentato anche qui, abbiamo l’ennesima prova che ciò che conta sono le apparenze, le raccomandazioni e i soldi.

Anna Falchi che sta con Stefano Ricucci, certamente non per i soldi, ma solo per amore, si vanta da tempo di essersi laureata in Lettere in un’università della Repubblica di San Marino, guarda caso proprio come Ricucci stesso, come descrive l’articolo di Repubblica.it

Ricordo un mio superiore che si vantava di essersi laureato negli anni ‘70 grazie al fatto di portare una pistola agli esami. Ricordo un paio di mie amiche che narravano delle loro performance sessuali con alcuni professori, prestazioni che hanno portato ad una bella laurea, ma non in prostituzione anche se è la cosa che le riesce meglio. Ricordo i racconti di un mio amico medico che narrava di come anni fa all’università c’era un professore di medicina che organizzava festivi particolari con i suoi studenti che oltre a grossi voti agli esami ricevevano qualcos’altro di grosso e il giorno dopo non andavano a lezione perchè avevano difficoltà a sedersi, poi con il tempo ci facevano l’abitudine.

Ho conosciuto un sacco di dirigenti laureati che non sanno fare il loro lavoro e stanno lì a scaldare la poltrona in attesa dello stipendio.

Ma la cosa veramente schifosa è che ci sono un sacco di bravi ragazzi che hanno fatto sacrifici per studiare, che non hanno raccomandazioni, ma anche se hanno le competenze, non trovano lavoro o sono in un perenne stato lavorativo precario e sottopagato.


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26/06/2005
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Vivere senza sesso

no sex Come riportato da varie fonti anche in Italia si comincia a parlare di asexual, ovvero asessuali cioè le persone che vivono senza sesso, o meglio le persone che non provano mai attrazione sessuale. Certo è difficile pensare che basti decidere che si possa vivere senza sesso senza poi avere alcuna ripercussione psicofisica, anche se viene dichiarato che Contrariamente al celibato, che è una scelta, l’asessualità è un orientamento sessuale. Gli asessuali forgiano relazioni di tipo non sessuale molto simili a quelle che invece si basano sul sesso. Purtroppo anche se molti non lo vogliono ammettere, noi siamo animali evoluti e ci portiamo dietro alcuni istinti primari di cui il sesso fa certamente parte. Si potrebbe obiettare che si muore senza mangiare e senza bere ma che non si muore senza sesso e che da tempo alcune persone ne fanno a meno.

Viene da pensare a persone come religiosi, eremiti, ecc… che hanno fatto voto di castità, ma alcuni valori a volte possono nascondere problemi psicologici, nel senso che non si riesce ad accettare la propria presunta diversità verso il pensiero comune, oppure problemi fisici possono far scattare un blocco psicologico da cui è difficile uscire.

Talvolta si legge di alcune persone che scottate da delusioni sentimentali, hanno periodi di castità più o meno lunghi, ma difficilmente questi durano per il resto della loro vita.

Per chi volesse saperne di più:AVENitalia


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25/06/2005
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Specchio, specchio delle mie brame…

Google In questo articolo di Repubblica.it si parla di egosurfing, non è una novità, potrei citare decine di articoli in materia, magari con definizioni diverse, ma il concetto resta sempre quello, ovvero che ci sono persone che passano parte del loro tempo nel web cercando cosa si dice di loro.

Ammettiamolo, chi non lo ha fatto almeno una volta? Anch’io l’ho fatto giusto 2 giorni fa e come al solito non ho trovato quasi nulla :lol: un po’ perchè esistono dei miei omonimi, magari non bravi come me :lol: ma più popolari, un po’ perchè spesso scrivo in diversi siti usando vari nick e Google non è (ancora) capace di capire che sono sempre io ;-)

E’ vero che per certe figure pubbliche è importantissimo sapere cosa dice la gente, pensiamo ai politici o alle persone che fanno parte del mondo dello spettacolo, per loro molte decisioni e comportamenti sono direttamente conseguenti al pensiero dell’opinione pubblica. E’ per questi personaggi che è nata una nuova figura professionale che trascorre la giornata davanti al pc per scoprire cosa si dice del proprio datore di lavoro o dei suoi rivali. E qui sorge spontaneo un appello :-) , dopo anni di navigazioni verso rotte sconosciute ho scoperto nuovi mondi, pardon, ho accumulato una grossa esperienza che potrei mettere a disposizione di chi avesse la necessità di assumere un web surfer che a tempo perso può fare anche il sysadmin, tanto ormai si pensa che quest’ultimo ruolo lo possa ricoprire chiunque abbia, almeno una volta nella sua vita, acceso un Pc o anche una Playstation o un Nintendo, infatti si nintendono di nulla :lol:

E dopo questa divina battuta (spero inedita) chiudo il blog e vado a fare lo sceneggiatore ad Hollywood :lol:


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24/06/2005
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La chiavetta e il portatile

lucchetto Una ricerca europea di Dynamic Markets dice che il notebook è visto dai responsabili It come fonte di insicurezze, mentre i dispositivi removibili non lo sarebbero. Sbagliano, commenta Landesk.
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Concordo sul fatto che si dovrebbero implementare policy aziendali sull’utilizzo dei supporti removibili, anzi in molte ditte sono totalmente vietati. Ho lavorato in ditte per le quali la sicurezza era prioritaria e ricordo che all’utente non era permesso praticamente nulla, in certi casi neanche di accedere ad internet.

Comunque il problema maggiore restano i portatili in quanto essendo utilizzati per la maggior parte del tempo al di fuori dell’azienda, rischiano danni, intrusioni o furti. Inoltre, proprio perchè i notebook viaggiano, la maggior parte delle volte bisogna dotare l’utente di diritti amministrativi o comunque diritti superiori a quelli utente, con tutte le conseguenze negative che ne derivano :roll:


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21/06/2005
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